Mi sento psicologicamente distrutto dal mio matrimonio. È manipolazione emotiva?
Buongiorno, sono un uomo sposato, padre di un bambino, e tra poco nascerà il nostro secondo figlio. Sto vivendo una crisi matrimoniale che mi sta distruggendo psicologicamente.
Da anni mia moglie mi rinfaccia una relazione sentimentale avuta quando non stavamo insieme, sostenendo di essere stata una seconda scelta. Nonostante abbiamo poi deciso di costruire una famiglia, questa vicenda continua a riemergere nelle nostre discussioni.
Ho cercato di rassicurarla e dimostrarle il mio amore, dedicandomi alla famiglia, alla casa e al lavoro. Eppure mi sento continuamente criticato, svalutato e accusato, come se nulla fosse mai sufficiente.
Le discussioni riguardano anche questioni quotidiane. Spesso rinuncio alle mie opinioni per paura delle sue reazioni, di ulteriori litigi e di perdere la mia famiglia. Finisco per cedere pur di avere tranquillità.
Nove mesi fa abbiamo scelto insieme di avere un altro figlio. Ora, a poche settimane dalla nascita, mia moglie vuole separarsi e mi ha chiesto di dormire in un’altra stanza. Fatico a comprendere come siamo arrivati a questo punto.
Sono profondamente esasperato: piango, dormo male e ho avuto difficoltà persino ad andare al lavoro. A volte reagisco verbalmente con rabbia e offese, comportamenti che riconosco come sbagliati e che vorrei cambiare.
Sono già seguito da uno psichiatra, ma desidero anche un parere psicologico indipendente.
Vorrei capire se nella nostra relazione possano esserci dinamiche di manipolazione emotiva, controllo o colpevolizzazione, oppure se si tratti di una crisi coniugale molto grave.
Come posso proteggermi psicologicamente, imparare a mettere dei limiti e interrompere questo circolo di sofferenza?
Non cerco qualcuno che mi dia ragione, ma un parere obiettivo anche sulle mie responsabilità. Non desidero la separazione: vorrei ritrovare serenità e capire se sia ancora possibile salvare la nostra famiglia, soprattutto per il bene dei nostri bambini.
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Domanda anonima






















